10
ott.

Gli Zombie che vi stanno divorando lo Stipendio

Zombie Apocalypse

Gli Zombie stanno divorando la Classe Lavoratrice.

Ecco come e perchè.

 

Da anni ci si chiede perché mai la produttività del lavoro è calata ai minimi storici, senza dare alcun segno di volersi risollevare.

 

La produttività per addetto è il principale indice di salute economica e sociale, e misura la quantità di prodotti che un singolo addetto produce in un ora lavorativa.

E' sempre cresciuta nei millenni.

Ma ora si è fermata.

 

Spieghiamo che cosa è: chiaramente se un operaio produceva lo scorso anno 10 biciclette all’ora, ed ora ne produce 12, c’è stato un incremento della produttività oraria del 20%.

Semplicissimo.

 

Questo rende possibile un aumento salariale che storicamente e su base secolare è sempre stato approssimativamente pari o maggiore all’incremento della produttività.

 

Infatti anche se l’intero incremento della produttività viene assorbito dalle maggiori buste paga,  l’Azienda incrementa sensibilmente l’utile, di solito ben oltre quel 20% di icremento di produttività, perché su quel 20% di prodotto aggiuntivo continua a guadagnare.

M oltre a questo si genera un incremento dell'ordinario margine di profitto  perchè l’Azienda beneficia anche della riduzione dell’incidenza dei costi fissi e generali.

 

In conclusione accade che se la produttività cresce del 20% e ai dipendenti viene riconosciuto un aumento salariale del 20%, l’impresa aumenta gli utili di un importo del 25% o del 30%.

 

Per mantenere inalterato, in capo all’azienda,  il margine di profitto,  bisogna che ai dipendenti venga riconosciuto un aumento salariale maggiore rispetto all’incremento della produttività oraria.

E questo è precisamente quello che è sempre accaduto.

Salvo brevi periodi statisticamente irrilevanti, salari e stipendi sono cresciuti più rapidamente della produttività. Mentre i margini di profitto, in una ottica secolare, sono rimasti inalterati.

Almeno fino a pochi anni fa ...

 

Il processo sopra descritto è in poche parole quello che chiamiamo “PROGRESSO”. Lavorare di meno, guadagnare di più, migliorare la qualità della vita, aumentare i profitti per consentire alle imprese di continuare ad investire in innovazione tecnologica, e creando quindi in definitiva una sorta di “loop” positivo autoreplicante.

 

Storicamente la chiave del successo dipende infatti dalla propensione delle  imprese ad investire in innovazione; perché è l’innovazione che costituisce il motore della crescita della produttività oraria del lavoro.

 

Ma da qualche anno l’equazione è cambiata.

Come stanno incominciando a capire molti istituti di ricerca, e da ultimo l’OBR (link   http://www.cityam.com/273615/office-budget-responsibilitys-warning-over-zombie-firms-and?utm_source=dlvr.it&utm_medium=dvTwitter ) , l’inondazione  di denaro stampato dalle Banche Centrali ha prodotto un’innaturale ridimensionamento dei tassi.

 

A sua volta il ridimensionamento dei Tassi ha creato il fenomeno delle “Imprese Zombie” di cui tanto si parla in queste settimane, e il cui numero è letteralmente esploso sia in USA che in Europa.

 

Si tratta delle imprese che in condizioni normali fallirebbero, ma che grazie alla politica monetaria eccessivamente espansiva,  e a tutti i diabolici marchingegni posti in essere dalle istituzioni, sono condannate a restare in piedi anche se si tratta di morti che camminano.

 

Gli Zombie non investono perché non ne hanno le risorse. Non solo, ma per sopravvivere vendono a prezzi non remunerativi producendo un ulteriore appesantimento delle loro finanze.

 

Ma ciò che è più grave è che gli Zombie conducono una sorta di concorrenza sleale nei confronti delle imprese sane e competitive, impedendo loro di crescere e di sostiuire un modello produttivo cattivo con un modello produttivo virtuoso.

 

Siccome poi l’investimento in innovazione non paga come in passato per il motivo sopra descritto, il progresso si arresta per inedia di investimenti. E il “loop” virtuoso diventa un “loop” negativo, che frena la crescita salariale, la crescita dell’economia e la crescita dei prezzi.

 

Come nei peggiori “trash movie” i morti viventi devono tornare nelle loro tombe, e le imprese Zombie devono chiudere o fallire lasciando il posto a chi produce meglio, a chi investe e a chi è in grado di assicurare migliori salari e stipendi.

 

Per ottenere questo si deve smettere di stampare banconote a rotta di collo.

Perché è ormai chiaro che la cosa sta producendo un vero e proprio effetto cancerogeno sull’economia globale e sulla società umana nel suo insieme.

 

                                                           Enrico Babini

 

 

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