16
giu.

ABC della Scienza Economica

Perchè gli Economisti sono famosi per non azzeccare una previsione.

Gli Economisti sono notoriamente sfortunatissimi : in genere non azzeccano quasi mai una sola previsione economica.

 

Forse vale la pena di tentare di riassumere 150 anni di Pensiero Economico e delle relative ricette per superarare le ricorrenti crisi economiche in una sola paginetta.

 

Impossibile ?

 

Vi annoierò , ed ho la certezza di semplificare eccessivamente , ma ci provo.

 

Partiamo dalla fine dell'800.

 

La scuola Neoclassica e la Scuola Marxista-Hegeliana


Entrambe le scuole si basavano su tre presupposti identici.

1) L'Economia è una Scienza esatta come la Chimica , la Fisica, e la Matematica.


2) Lo scopo  dell'Economia è quello di definire una Teoria dei Valori. Per i Neoclassici la Teoria del valore consisteva nel determinare la corretta remunerazione dei due fattori fondamentali della produzione : Lavoro e  Capitale.

In base alla corretta valorizzazione dela remunerazione  del lavoro e della remunerazione del Capitale si formano i prezzi corretti. Ovvero i prezzi in grado di consentire equilibrio prosperità e crescita.


Per Marx invece il Capitalismo era una fase necessaria ma transitoria.

Riteneva che , una volta realizzatasi l'Accumulazione Capitalistica , il ruolo dei Capitalisti sarebbe diventato  superfluo. E la Società Capitalista si sarebbe naturalmente trasformata in una Società Socialista. Ovvero una Società nella quale i prezzi vanno interamente a remunerare il fattore lavoro.


Per questo , anche se pochi lo sanno , subito dopo la Rivoluzione di Ottobre Lenin tentò , senza successo , di incentivare la nascita del Capitalismo in Russia , cercando di farlo convivere con uno Stato Totalitario Socialista. Cosa che invece sembra che stia riuscendo oggi in Cina.


3) Entrambe le scuole si pongono un obbiettivo Etico: la realizzazione della Società Perfetta. Che però definivano in modo radicalmente diverso.

 

La Scuola Austriaca I Neo-Liberisti e la Rivoluzione Marginalista.


La scuola Austriaca porta quattro innovazioni traumatiche rispetto al passato.


1) Un approcio soggettivista. Non è più importante determinare il "valore" in base ai fattori produttivi impiegati. Perchè il "valore" è soggetivamente determinato con riferimento alla "utilità" per il consumetore-utilizzatore. Esempio scolastico : per un uomo che sta morendo di sete, un bicchiere d'acqua ha un valore immenso. Indipendentemente dal dato oggettivo del costo di produzione.

 

2) Un approcio marginalista. Il valore marginale del bene fornito risulta "decrescente"  rispetto alla qunatità resa disponibile al consumatore-utilizzatore. Il nostro uomo che muore di sete attrbuisce un valore immenso al primo bicchiere di acqua. E un valore via via   marginalmente decrescente ai bicchieri di acqua successivi che gli vengono offerti. Ovvero si sostituisce alla Teoria del Valore Oggetivo  la Teoria della Utilità soggettiva per il consumatore-utilizzatore.

 

3) La Scienza Economica , non è pertanto una scienza "esatta" come la Matematica. Ma una scienza umanistica come la Filosofia , giacchè i Comportamenti Economici sono il risultato dei moti dell'animo Umano.

 

4) La Scienza Economica non ha un obbiettivo Etico , funzionale alla realizzazione di un modello Sociale Ideale. Ma solo un obbiettivo utilitaristico : creare le condizioni affinchè trovino agevolmente soddisfazione i bisogni dei consumatori-utilizzatori.

 

Alcuni studiosi riconducibili alla Scuola Austriaca portano alle estreme conseguenze questo pensiero , ipotizzando l'esistenza di una sorta di Macro-Mente (è una mia definizione personale)   formata dalla sommatoria delle scelte di tutti i consumatori - utilizatori. Questa Macro-Mente (in parole povere il Mercato) è il depositario di una saggezza superiore. E quindi l'unico atteggiamento che possiamo avere è quello di assecondare  il mercato medesimo , intralciandolo il meno possibile.

 

Di qui la ricorrente accusa mossa ai seguaci della Scuola Autriaca di essere favorevoli ad un Liberismo Selvaggio e senza regole : ovvero il cosiddeto "laissez faire".

 

E' però difficile riassumere in poche righe il pensiero Neo-Liberista in poche righe. Il movimento è nato nel 1870 ed è tutt'ora vivo e vegeto. E non è vero che è una dottrina senza ideali. E' invece una dottrina Economica e Filosofica che pone sopra a tutto  la libertà degli individui di "scegliere" senza imporre a priori nessun"Modello Sociale Ideale" da perseguire.

 

La libertà è un valore di per se stesso.

 

L'esponente di maggiore spicco è Friedrich August Von Hayek , Premio Nobel 1974.

 

I Keynesiani e la Dottrina Sociale del Capitalismo

 

Nel 1929 esplode la Grande Depressione, e la dottrina del Laissez Faire mostra tutti i suoi limiti : la Macro Mente ha fallito.


La Federal Reserve e il Governo Americano adottano politiche rigoriste e restrittive sia sul piano monetario , (mantenendo elevati i tassi di interesse  e riducendo la massa monetaria) ,che sul piano fiscale : aumentando le tasse e e riducendo la spesa pubblica.

 

E' un disastro.

 

Esplode la deflazione , ovvero il contrario dell'inflazione.

 

Il crollo verticale dei prezzi dei beni consumo , unitamente al permanere di alti tassi di interesse induce i consumatori a ridurre drasticamente la spesa per  consumi. E le imprese falliscono ad una  ad una.

 

John Maynard Keynes teorizza il concetto di domanda aggregata (la somma della domanda di beni e servizi da parte dei consumatori delle imprese e dello Stato), ed afferma che in caso di crollo della domanda aggregata gli Stati devono intervenire , colmando il deficit di domanda con la spesa pubblica.

 

Keynes è l'economista più noto , più seguito , e probabilmente più rivoluzionario degli ultimi 100 anni.

 

Il messaggio più rivoluzionario di Keynes è quello di evidenziare la necessità di un ruolo di primo piano degli Stati nel governo dell'economia , non  più e non solo nel prediposrre le regole , ma anche nel "correggere" gli errori del Mercato.

 

Milton Friedman ed i Monetaristi

 

Milton Friedman (Premio Nobel 1976) è il maggiore esponente della Scuola Monetarista.

 

Preso atto del ruolo attivo che gli Stati devono assumere nel Governo dell'Economia , Milton Friedman studia il fenomeno della Grande Depressione , e giunge alla conclusione che l'errore fondamentale nella gestione della crisi , consistette nella "non-azione" dalla Fed.

 

Friedman giunge alla conclusione che allo scopo di evitare cadute catastrofiche della domanda aggregata sia necessario agire sulla leva monetaria.  Ovvero egli ritiene che il modo più efficace ed efficiente di governare l'economia sia attraverso politiche monetarie , riducendo i tassi e iniettando liquidità nel sistema economico.

 

Una curiosità un poco comica. I Keynesiani accusano immediatamente Friedman di essere sostanzialmente un "Fascista" (in effetti prestò consulenza al regime di Pinochet) , mentre i seguaci della Scuola Austriaca lo accusano di essere sostanzialmente un "Comunista" , in quanto teorizza , a loro modo di vedere ,  uno Stato troppo invasivo.

 

La polemica dei Keynesiani contro Friedman e i Monetaristi accenna a placarsi solo negli anni '80 con la comparsa sulla scena di Arthur Laffer , Robert Mundell e della Supply Side Economics.

 

La Curva di Laffer e la Supply Side Economics  (S.S.E.)

 

Se i Keynesiani e i Monetaristi si propongono di stimolare lo sviluppo economico focalizzandosi sulla domanda aggregata (i primi attraverso la spesa pubblica , i secondi attraverso lo stimolo monetario) , i sostenitori della Supply Side Economics , si concentrano invece sull'Offerta (supply) anzichè sulla Domanda.

 

Un esempio banale riferito ai giorni nostri: non esisteva domanda di Smart-Phones prima che Apple portasse sul mercato l'IPhone. L'offerta dell'IPhone , ha creato la domanda. E non vice versa.

 

Quindi lo scopo dello Stato nel governo dell'Economia , è quello di promuovere lo sviluppo economico stimolando nuova offerta. Che a propria volta crea nuova occupazione e quindi domanda e sviluppo.

 

Lo strumento ideale è quello della Politica Fiscale , che non ha più solo lo scopo tradizionale di finanziare la spesa pubblica e redistribuire la ricchezza , ma anche quello di stimolare gli investimenti e produrre sviluppo attraverso una riduzione della tassazione delle imprese.

 

Arthur Laffer realizza uno studio volto a dimostrare che in determinate condizioni  , una riduzione delle imposte , incentivando gli investimenti e la crescita economica , concretizza alla fine un incremento del gettito fiscale.

 

I Keynesiani insorgono. Colmi di disprezzo definiscono la S.S.E. "Economia del Voo-Doo" e coprono di insulti il povero Arthur Laffer.

 

In effetti negli anni '80 l'Amministrazione Reagan dichiara di volere adottare i principi di Laffer.

Reagan riduce le imposte alle classi più abbienti , ma il deficit Americano , invece di calare esplode.

 

Pochi considerano il fatto che Reagan , nonostante si professasse seguace della S.S.E. , abbia realizzato una politica economica di segno opposto.

 

Durante gli 8 anni di Amministrazione Reagan la spesa pubblica non è affatto calata. Anzi. E' cresciuta in modo esplosivo. Mentre gli sgravi fiscali non hanno sostanzialmente riguardato le imprese. Ma solo le persone fisiche.

 

Comunque durante i due mandati di Reagan , l'economia Americana , fino ad allora stagnante , mette a segno una ripresa clamorosa.

 

Robert Mundell , il più insigne tra i fautori della S.S.E., vince il Premio Nobel nel 1999.

 

Oggi

 

Di questi tempi alcuni Economisti godono della medesima fama degli attori di Hollywood.


Joseph Stiglitz e Paul Krugman , entrambi Neo-Keynesiani ed entrambi insigniti con Premio Nobel , sembrano fare a gara tra loro per chi fa la dichiarazione più clamorosa  (o più strampalata).

 

Mi ricordano il Vittorio Sgarbi di qualche anno fa , quando veniva invitato nei talk-show solo per inscenare una gazzarra triviale con il malcapitato di turno e non certo per parlare di Storia dell'Arte.

 

Non era importante se Sgarbi dicesse cose sensate o meno. Era solo importante che  sbraitasse qualcosa di "clamorosamente ingiurioso".

 

I due , che non si risparmiano commenti reciprocamente sprezzanti nonostante apprtengano alla stessa "scuola" di pensiero , continuano a ricoprire di contumelie sarcastiche  tutti gli altri Economisti , ed in particolare  il povero Arthur Laffer , reo di avere prodotto una "teoria" che non ha riscontri pratici.

 

A conferma delle loro tesi riportano sempre l'esempio dell'Amministrazione Reagan.

 

Purtroppo per loro però , vi sono altri esempi assai più recenti ed assai più vicini a noi , che dei riscontri pratici ne hanno dati. Eccome.

 

Cito un solo esempio , ma ne potrei fare molti altri.

 

15 anni fa la Germania aveva una economia in ginocchio. Aveva una crescita economica piatta , una forte disoccupazione strutturale , tassava le imprese al 50% ed oltre , ed aveva una spesa pubblica enorme.

 

Di converso l'Italia veniva da decenni di crescita economica assai vigorosa.

 

Cosa hanno fatto questi due paesi da allora ?

 

La Germania ha ridotto la spesa pubblica di 7 punti % del Pil e ridotto la tassazione sulle imprese dal 50% al 20% circa.

 

La sua economia è esplosa , il gettito fiscale è aumentato (come previsto dalla vituperata teoria della Curva di Laffer) , e la disoccuazione è diminuita.

 

L'Italia ha invece aumentato , in termini di incidenza sul PIL , sia la spesa pubblica che la tassazione.

 

La crescita economica Italiana è crollata , la disoccupazione è aumentata , e il disavanzo pubblico è andato fuori controllo.

 

L'errore più comune che commettono gli esseri umani , anche quelli più intelligenti ,  è di essere dogmatici. E di non sopportare l'idea di discostarsi dal Dogma.

 

In Economia , come in tutti gli altri campi dello scibile umano , non esiste una medicina buona per curare tutti i mali.

 

I rimedi Keynesiani sono buoni ed ottimali per curare i defict strutturali della domanda aggregata, sopratutto nell'ambito di sistemi chiusi. Ovvero in una economia "protetta" e non globalizzata. E quindi operò bene nel contesto degli anni '30.


Ma pensare oggi di curare il danno cagionato da un eccesso di spesa pubblica aumentando ancora di più la spesa pubblica è qualcosa che , onestamente , sfida il buon senso.


Con buona pace dei Premi Nobel Krugman e Stiglitz.

 

Non a caso l'unico Economista Superstar che ha azzeccato gran parte delle sue previsioni è il Sig. Nouriel Roubini , il quale , pur non avendo vinto alcun Nobel , non appartiene ad alcuna "scuola" di pensiero.


Viene chiamato dai suoi detrattori "Doctor Doom"  per il suo perenne catastrofismo , ma ha sicuramente il pregio di avere un taglio pragmatico , e non ha mai la pretesa di volere fare combaciare a tutti costi la realtà con i suoi preconcetti.

 

Scrive pochissimo rispetto a Stiglitz e Krugman.


Ma quello che scrive vale la pena di leggerlo.

 

Per chi volesse seguire su Twitter questi signori e le loro quotidiane feroci polemiche fornisco gli indirizzi di twitter:

@profpaulkrugman

@joestiglitz

@nouriel

 

Buon divertimento

 

Enrico Babini


 

 

 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

 

 


 


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